Nino Giammarco
"LABIRINTI DELL'ANIMA"


a cura di
Bruna Condoleo
La Giustizia  

La mostra “Nino Giammarco. Labirinti dell’anima”, ospitata dalla Soprintendenza al Polo Museale Romano nel Museo Nazionale di Castel S. Angelo, sala delle Colonne, che si svolge dal 4 aprile al 29 aprile 2007, espone la più recente ed inedita produzione dell’artista Nino Giammarco, che consta di 45 opere circa, tra oli, sculture e tecniche miste su carta.
L’esposizione, patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, dalla Provincia di Roma, dalla Regione Abruzzo e dall'ENAP, si articola attorno alla tematica della guerra e dei suoi disastri, proponendo gli effetti devastanti di stragi, distruzioni e migrazioni di popoli, ma soprattutto traducendo figurativamente le ferite interiori ed il disorientamento degli individui di fronte agli orrori commessi dall’uomo, il quale sembra avere smarrito ogni sentimento di solidarietà verso i propri simili, come dimostra ampiamente la storia dei tempi in cui viviamo.
Nelle opere dell’artista una marea brulicante di esseri indistinti vaga attraverso percorsi labirintici ed impervi, fuggendo senza meta: ne scaturisce l’immagine delirante di un’umanità priva di consapevolezze e di ideali, apportatrice di morte e di catastrofi.
Fortemente espressionista e simbolica, quella di Giammarco è arte di denuncia e di provocazione, che intende richiamare l’uomo ad un’indagine entro se stesso, nei labirinti dell’anima e nelle proprie inquietudini, affinchè possa ritrovare verità più durature e spirituali. Dalla ferocia brutale del segno e dalle tinte esplosive nasce, infatti, uno shock visivo: la follia bestiale che pervade le menti umane si esprime in scenari biblici, in paesaggi devastati di un mondo in bilico tra realtà e visionarietà.
Riferimenti colti alla tradizione della pittura europea, dal Rinascimento all’età barocca, echi delle avanguardie storiche, come la Metafisica ed il Surrealismo, richiami a temi goyeschi e picassiani, si fondono in un’originale iconografia, pregna di elementi crudi e drammatici, ma anche addolcita da figure di angeli giustizieri o vivificata dalla consuetudine con le immagini del mito classico.
Le sue opere, contraddistinte da violenza cromatica e da dinamismo di forme, testimoniano l’impegno dell’artista, sempre attento ad approfondire le tematiche sociali più urgenti e seriamente proiettato alla riconquista di una dimensione etica dell’esistenza.
La mostra di Nino Giammarco si pone, dunque, come evento stimolante, sia per l’indubbia attualità dei contenuti, sia per la ricchezza inventiva delle immagini, supportata dall’impiego di diverse tecniche pittoriche e scultoree, frutto della comprovata esperienza dell’artista, sensibile esponente del mondo dell’arte da quasi quaranta anni.

Pittore, scultore, scenografo, Nino Giammarco è nato a Sulmona nel 1946; dopo essersi diplomato in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Roma, inizia una brillante carriera artistica, fin dagli anni ’60 e ’70, quando partecipa ai movimenti della Pop art italiana, rivelando una spiccata personalità. Espone nel ’77 alla XXXVII Biennale di Venezia e da allora si susseguono ininterrottamente mostre personali, nazionali ed internazionali (Berlino Est, Madrid, New York, San Juan de Puerto Rico), performances, installazioni urbane (Volterra, Terni, Gubbio, Madrid, Roma) ed esposizioni collettive, a testimonianza dell’attività di un artista mai pago di ricercare e di esprimere il proprio mondo interiore.
Già docente di Discipline pittoriche al IV Liceo Artistico “A. Caravillani” di Roma, elogiato nel tempo dalla critica più autorevole (A. Del Guercio, E. Crispolti, D. Micacchi, M. Perez Lizano, D. Guzzi), Giammarco ha elaborato un linguaggio figurativo che esprime il dramma costante della storia umana, fatta di soprusi e di atroci crudeltà, ma anche di mistero, di enigmi e di speranza.

La mostra gode del sostegno di Caripaq e di ENAP; della sponsorizzazione tecnica di: Le Vigne del Lazio, Istituto Istruzione Superiore “via Domizia Lucilla” (sez. Alberghiera), Dynofluid e Calvi legnami.
La mostra è a cura di Bruna Condoleo; il progetto, la direzione ed il coordinamento tecnico-scentifico dell’allestimento di Carla Augenti , il progetto grafico di Davide Franceschini, la fotografia delle opere in mostra di Claudio Abate.
La compagnia assicuratrice è Area Brokers.
L’organizzazione e il coordinamento generale è dell’Associazione Artes Faveo
www.artesfaveo.com - studio@artesfaveo.com .
Ufficio stampa: Daniela Ruzzenenti - danielaruzze@tiscali.it
Il catalogo è edito De Luca Editori d’Arte ed il testo critico è a cura di Bruna Condoleo.

Catalogo

Le opere

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