Giulio Paluzzi
"1959 e 2009: il futuro e la memoria "


a cura di
Bruna Condoleo


Il giorno 6 maggio 2009, alle ore 18,30, presso la Galleria L'Acquario, sita in Roma, via Giulia 178, si inaugura la mostra Giulio Paluzzi: “1959 e 2009: il futuro e la memoria”, che espone circa 20 lavori, in parte opere storiche risalenti all'attività giovanile, in parte produzione recentissima dell'autore.

Lo spirito del progetto espositivo è quello di istituire uno stimolante parallelismo (ma anche un confronto-scontro) fra le opere create da Giulio Paluzzi alla fine degli anni '50, in un clima di profondo rinnovamento e di ricerche non figurative, ed i dipinti attuali, in cui si può rintracciare l'eredità di quella rivoluzionaria stagione artistica, quando la materia, il gesto e il segno erano il centro di ogni suo interesse. “S perimentare è la parola chiave, condivisa da altri giovani artisti della sua generazione (Pascali, Kounellis, Manzoni) - recita Bruna Condoleo nel catalogo della mostra - Paluzzi vuole soprattutto ottenere il colore con materiali che non siano quelli tradizionali e dunque sceglie bitume, cemento, sabbia, carbone coke, materie povere che i luoghi della periferia romana, dove vive da ragazzo, possono offrirgli gratuitamente e dei quali conosce le consistenze e le degenerazioni cromatiche, le metamorfosi e gli “effetti” plastici . Con l'entusiasmo del neofita esplora le molteplici qualità espressive della materia, sperimenta le combustioni dei materiali eterocliti che gli permettono di rendere tangibile la sua ansia innovativa, affascinato dalla capacità modellatrice del fuoco, incontenibile forza creatrice e distruttrice assieme, con la quale l'artista può caricare i materiali impiegati di un'energia potenziale e, novello demiurgo, modificarli a suo piacimento.(…)

Dopo 50 anni, percorrendo a ritroso il suo complesso excursus d'artista, Giulio Paluzzi rivisita con matura identità il passato cui affianca la produzione pittorica odierna, caratterizzata dalla tensione esplosiva del gesto, dalla magmatica aggregazione di tinte primarie, dal frenetico dinamismo di linee nere e bianche(...)L'inestricabile matassa di segni, metafore dei pur fragili territori dell'emotività, ha oggi sostituito la giovanile ed irruente ricerca materica, frutto di una visione del mondo interiorizzata quanto sofferta(...)Nei recenti dipinti la raffinata trama compositiva e cromatica, che si libera in percorsi labirintici solo in apparenza svincolati da regole, sa coniugarsi con l'essenzialità e con la potenza del gesto pittorico, dando vita ad opere di straordinaria intensità evocativ.”( Bruna Condoleo ).

Nato a Roma nel 1936, Giulio Paluzzi si diploma presso l'Accademia di Belle Arti nel ‘60 con i maestri Ferruccio Ferrazzi, Giuseppe Canali e Mino Maccari per l'incisione. Dopo la frequentazione dei corsi di Toti Scialoja, approfondisce le esperienze informali e materiche, stimolato dall'action painting statunitense ed attratto dai linguaggi rivoluzionari di artisti come Burri e Vedova. Appena ventenne inizia già a partecipare ad eventi artistici di prestigio, come l' VIII Quadriennale di Roma nel '59 , dove presenta l'opera “ Senza titolo 23 ”, esposta in questa personale.

Dopo un lungo soggiorno a Damasco, dorante il quale realizza opere di pittura e scultura (alcune presenti nel Museo Nazionale Siriano), ed un periodo trascorso a Beirut, Paluzzi rientra a Roma alla fine del ‘61, concludendo un'importante stagione creativa, da cui gli proviene soprattutto un rinnovato approccio al colore. Molte le personali in 50 anni di attività: in Italia, a Tunisi, a Lisbona, a Leonberg (Germania), a Praga, e numerose le partecipazioni a Quadriennali d'Arte romane, Biennali di Grafica a Milano, Triennali e Premi Internazionali. Già docente di "Discipline pittoriche" presso il Liceo Artistico Statale di Roma, ed insegnante di "Pittura murales e trompe l'oeil" presso la Scuola delle Arti Ornamentali del Comune di Roma, dopo felici incursioni anche nel campo della filmografia, da tempo ha approfondito con inalterata energia la fondamentale vicenda astratto-informale, accentuandone la componente gestuale ed emotiva.

La mostra si concluderà il 29 maggio 2009.
Il catalogo, curato da Bruna Condoleo b.condoleo@arsetfuror.com, è disponibile in Galleria.

La Galleria L'Acquario (via Giulia 178, Roma) sarà aperta dalle 11,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00, tutti i giorni, tranne i festivi e lunedì mattina. (telefax 06-68134613 - info : www.galleriacquario.it )

L’organizzazione e il coordinamento generale è di Artes Faveo, www.artesfaveo.com - studio@artesfaveo.com .

Il catalogo è edito da Emmegierre, www.emmegierre.it


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