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Salvatore Giunta.
"Poetica del segno"


a cura di
Bruna Condoleo
   
Il giorno 18 maggio 2010, nella Galleria della Biblioteca Angelica si inaugura la mostra Salvatore Giunta. “Poetica del segno ”, una rassegna di circa 60 lavori molto eterogenei: opere grafiche e materiche, piccole sculture, fogli e “libri d'artista”, illustrazioni di testi letterari, un video-poesia, creati dagli anni ‘80 ad oggi, la cui ispirazione è collegata prevalentemente ad esperienze poetiche. Il binomio arte-poesia non è nuovo nella storia della cultura europea contemporanea, soprattutto nell'età delle Avanguardie storiche, i cui esponenti hanno volentieri commentato testi poetici e letterari: da Pablo Picasso che illustrò le Metamorfosi ovidiane, ad Henry Matisse le cui gravures accompagnavano le “Poésies” di Gustave Mallarmé, per arrivare fino ai nostri giorni, in cui Mimmo Paladino ha illustrato con sue opere il Don Chisciotte di Cervantes.
La mostra, patrocinata dall'Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, promossa dal MiBAC, DGBID e dalla Biblioteca Angelica di Roma ed inserita nell'ambito delle celebrazioni per il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, è curata da Bruna Condoleo.
Attratto fin dall'inizio della quarantennale carriera dal gusto dell'essenzialità della forma, Salvatore Giunta espone in questa rassegna opere in cui si palesa la sua crescente predilezione per il segno, coniugata alla forza di suggestione che gli proviene dall'universo della poesia; del resto la sua produzione aniconica sconfina sempre verso orizzonti semanticamente più vasti e complessi di quelli legati esclusivamente all'arte visiva, superando le tecniche e i procedimenti canonici dei diversi linguaggi specifici e testimoniando la volontà di un'estetica polisensoriale.
Molte le personalità che hanno interessato Giunta durante la sua formazione: scultori come Giacometti, Brancusi o Moore, pittori come Kandinski, Hartung o Fautrier; nel suo retroterra culturale sono rintracciabili echi del costruttivismo e del suprematismo russo, una linea ideale che collega Malevitch, pittore dell'assoluto, all'arte di Luigi Veronesi, alle cadenze spaziali di Gianni Monnet, alla geometria inventiva di Bruno Munari. Tuttavia la sua espressività traduce un'originalità di forme e di linee che viene da una personalità poliedrica e da una scelta di connaturata eleganza segnica.
Giunta sorvola il mondo del reale, rifiutando la banalità del quotidiano per addentrarsi nei significati più riposti della coscienza e dell'emotività; nelle sue opere, risultato perfetto e alchemico di materia-luce-spazio, esiste una musicalità di forme che ha assonanze con i ritmi rarefatti della poesia. Senza mai ricorrere alla figurazione, il suo lirismo metafisico attinge alla natura primordiale dell'essere attraverso un linguaggio prevalentemente geometrico, liberato da sovrastrutture naturalistiche, permeato di purezza lineare che non impedisce tuttavia proiezioni emotive o divagazioni oniriche.
Fin dai titoli, inusuali e poetici ( Nuvole e nuvole, Meteore, White synphony, Ritmi dell'universo… ), le sue opere evocano analogicamente altre esperienze sensoriali: segni, come parole o note musicali, s'intrecciano in composizioni ove raffinati dinamismi grafico-spaziali-cromatici rimandano ad atmosfere squisitamente interiori. Le forme e gli oggetti plastici creati dall'Artista, strutturati in equilibri instabili, leggeri e anelanti all'infinito, divengono metafore dei dilemmi dell'esistere e dell'eterno interrogarsi proprio della poesia. Assieme ad alcuni poeti contemporanei, come Lunetta, Falasca, Pignotti, Riviello, Vasio, Binga, Guzzi …., egli ha, infatti, creato nel tempo un fecondo sodalizio culturale e le occasioni di reciproche interferenze: grazie all'essenza ineffabile della sua arte, le sue creazioni si prestano a divenire l'iconografia più appropriata per corredare di immagini diafane e incorporee brani lirici, racconti fantastici o saggi letterari,
Stimolato da uno sperimentalismo grazie al quale ha attraversato tutti i campi della creatività, dal teatro alla musica, dalla scenografia all'ideazione di fantasiosi video, Giunta ha saputo trarre ispirazione da testi letterari, come avviene, ad esempio, nel Libro d'acqua dedicato a Marguerite Yourcenar , oppure spunti significativi da opere di scrittori e poeti più lontani nel tempo, come Antonin Artaud o James Joyce, un mondo di emozioni che ha arricchito la sua esperienza d'artista.
Il mondo che traspare dai suoi lavori è fatto di leggerezza, di nostalgie, anche di sottile erotismo; caratterizzata da intime rispondenze, quella di Giunta è un'arte meditata e intensa, come rivela, ad esempio, la serie di haiku e di collages dedicata a Jack Kerouac: nella geometrica astrazione di forme bianche e nere, come corpi galleggianti in uno spazio siderale, nei suoi poetici “ voli, ” si esprime appieno la personalità di un uomo che intende l'arte nella sua interezza, senza divisioni né confini.
Il catalogo della mostra, curato da Bruna Condoleo, sarà a disposizione nella Galleria della Biblioteca Angelica durante la durata dell'evento. La manifestazione è realizzata con il contributo dell'Ente Nazionale Artisti, Pittori, Scultori, Musicisti, Scrittori e Attori Drammatici


Salvatore Giunta.  "Poetica del segno "
Galleria della Biblioteca Angelica,
18 maggio - 5 giugno 2010
via di S.Agostino 11, Roma
www.biblioangelica.it

info Francesca Pardini: francespardini@hotmail.it
Le opere

Inaugurazione



Biografia:
Pittore, scultore, autore di “libri d'artista”, scenografo, Salvatore Giunta da oltre 40 anni spazia a tutto tondo nel campo della creatività, e nella personale che si inaugura il 18 maggio 2010 a Roma, presso la Galleria della Biblioteca Angelica, dimostra con l'eterogeneità dei lavori esposti la ricchezza immaginativa del suo talento. Superando le tecniche e i procedimenti canonici dei diversi linguaggi specifici, la sua produzione da sempre sconfina verso orizzonti semanticamente più vasti e complessi di quelli legati all'arte visiva, testimoniando la volontà di un'estetica polisensoriale. In “ Poetica del segno ” , l'attuale mostra, l'Artista espone opere modulate sulla scia delle suggestioni che gli provengono dall'universo della poesia: risultato perfetto e alchemico di materia-luce-spazio, i suoi lavori esprimono un'armonia e una musicalità di linee e di forme che hanno assonanze con i ritmi rarefatti della poesia. Senza mai ricorrere alla figurazione, Giunta sorvola il mondo del reale per addentrarsi nei significati più riposti della coscienza; un linguaggio astratto, il suo, liberato da sovrastrutture naturalistiche che tuttavia non impedisce proiezioni emotive o divagazioni oniriche. Fin dai titoli, inusuali e poetici ( Nuvole e nuvole, Partitura spaziale, White synphony ..), le opere evocano analogicamente altre esperienze: segni come parole o come note musicali s'intrecciano in composizioni ove raffinati equilibri grafici, dinamici e cromatici rimandano ad atmosfere squisitamente interiori.
Divertissements, splendide carte modellate a mano, sculture realizzate con i materiali più inconsueti rivelano una creatività inesauribile. Le proprietà fisiche dei materiali usati, i colori e le vibrazioni delle forme divengono elementi fondamentali di un lavoro manuale che trasforma l'opera in una diafana superficie in cui è sempre possibile intravedere la storia interiore dell'Artista. La luce è il risultato di un opportuno dosaggio cromatico che stabilisce tra le forme relazioni tonali, metriche, strutturali e percettive. Nascono impressioni fugaci, suggestioni erotiche, sensazioni analoghe a quelle che provengono dalla lettura dei versi di poeti contemporanei, come Lunetta, Falasca, Pignotti, Riviello, Vasio, Binga, Guzzi…., con i quali Giunta ha creato nel tempo un sodalizio culturale e le occasioni di reciproche interferenze. Grazie all'essenza ineffabile della sua arte, le sue creazioni si prestano a divenire l'iconografia più consona per accompagnare brani lirici e racconti fantastici, dalla Yourcenar a Joyce, da Artaud a Kerouac. Nella geometrica astrazione di forme bianche e nere, nelle sculture in bilico nello spazio infinito, nella leggerezza dei segni intrisi di lirica intensità, nei poetici “ voli ” si esprime appieno la personalità di un uomo che intende l'arte nella sua interezza, senza barriere né confini.

Esposizioni:

Personali
1969 Prospetti, Palazzo Esposizioni, Roma
1972 Bronzetti, Galleria Il Traliccio, Roma
1973 Litografi e e Acquetinte, Hotel Mediterraneo, Guardia Piemontese (CS)
1975 Opere ’68-‘74, Galleria La Giara, Roma
         Disegni - Litografi e, Sala Goccioloni, Telese Terme (BN)
1976 Multipli e Litografi e, Galleria Il Convegno, Ragusa
1977 Sculture in città, Premio Cave, Città di Cave (RM)
1979 Incontro con la grafi ca di Giunta, Palazzo Comunale, Cefalù (PA)
1980 Per immagini fi lmiche, Studio d’arte contemporanea, Roma
1986 Sculture, Sala de Exposiciones del Ayuntamiento, Logroño Rioja (Spagna)
1987 Ceramiche e Pastelli, Galleria Nazionale, Lucca
2003 Libri d’Artista, Fonti Bonifacio VIII, Fiuggi (FR)
         Le forme tra luce e spazio di Giunta e Palombo, Galleria Grafi ca Campioli, Monterotondo (RM)
2005 Equilibri improbabili, Beauty Gallery, Roma
2006 Lo spazio della scultura, Museo Bargellini, Pieve di Cento (BO)
2007 Al limite dell’azzardo, Studio d’Arte Fuori Centro, Roma
         Collisions, Galerie Satellite, Parigi
2008 In-stabilità della forma, Rufart Gallery, Roma
2010 Tagli di luce e nuovi spazi, Stamperia del Tevere, Roma
         Sculture d’ombra, Studio Arte Fuoricentro, Roma

Principali collettive
1976 Biennale “Aurea”, Palazzo Strozzi, Firenze;
1978 Festival Italiano a Tokio;
1979 Biennale di Gubbio;
1982 XII Biennale di Parigi;
1982 International Art Spartanburg (USA);
1989 Libri e pagine d’Artista, Forte Belvedere, Firenze;
2006 Tra(c)arte: Rassegna Internazionale, Museo Civico, Foggia;
2007 52a Biennale di Venezia, (eventi collaterali) “Camera 312”;
2007 III Giornata del Contemporaneo: “Naturalmente astratto”, Massi Arte, Roma;
2008 La memoria degli altri - Pulling Down, Auditorium Parco della Musica, Roma;
2008 Paradoxes, Galerie Satellite, Parigi;
2008 Bergamo Arte Fiera;
2008 “Tracarte” 3, Fondazione Banca del Monte, Foggia e Museo della Carta, Fabriano (AN);
2008 L’Arte seduta, Nuova Fiera di Roma;
2008 Word Design Capital “Profondità 45”, Palazzo Atena, Torino;
2009 Impronta globale, I.S.A., Roma;
2009 “Dix/Cent Ans Après”, Galerie Satellite, Parigi;
2009 Astrazioni contemporanee, Massi Arte, Roma;
2009 “Arte in forma di libro”, Abbazia di San Nilo, Grottaferrata (RM);
2010 “Scrittura come costruzione del discorso”, Lavatoio Contumaciale, Roma;
2010 “23 Artisti per L’Aquila”, Galleria Arte e Pensieri, Roma;
2010 Rigorosamente libri..., Fondazione Banca del Monte, Foggia.

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