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Franco Paletta
"La sostanza del vuoto"


a cura di
Carmelita Brunetti
Corpo vuoto 5 (part.)

 

Presentazione di Bruna Condoleo


Due universi paralleli e antitetici: il primo materiale, concreto e imprevedibile, il secondo invisibile, spirituale ed evocativo, eppure, secondo Franco Paletta, anch’esso reale: il vuoto. Specchio di una dicotomica concezione filosofico-estetica, la ricerca che l’Artista ripropone da 25 anni nelle sue sculture spazia tra ordine e istintualità, fra rigore geometrico e immaterialità creativa, come ha acutamente individuato Giorgio Di Genova*. In una società che privilegia le apparenze, annullando le differenze fra individui e fermandosi alla superficie dell’essere, la scultura di Paletta rafforza i contenuti riflessivi e filosofici di un’arte che vuole dar voce alle aspirazioni umane più intime e spirituali. Egli affronta in scultura il tema inquietante del vuoto e della sua consistenza, elaborando forme tese a liberarsi dalla tirannia della massa, a rifiutare l’inerzia della materia e la volumetria compatta: Paletta apre la suggestione dello spazio infinito evidenziando il vuoto non quale elemento opponibile alla materia, bensì come forma esistente e dialogante con il pieno. Nastri di alluminio, di acciaio e di ottone, spesso dipinti quasi ad adombrare paesaggi naturali, si allacciano nell’aria, spingendosi in alto, ripiegandosi su se stessi, incrociandosi in giochi funambolici o attorcendosi in nodi gordiani, per lasciare tra gli eleganti intrecci il vuoto. Tra le ritmiche spirali delle superfici metalliche il vuoto si fa figura, è “ profondità continuativa” (Naum Gabo) che acquista forma e spessore, quanto e più del pieno. Il mondo della natura, ancora riconoscibile nelle rigide strutture delle sue opere giovanili (sulla scia di un post-cubismo alla Léger), ha perduto gradualmente il legame mimetico con la realtà esteriore grazie ad un’essenzializzazione delle linee e delle traiettorie plastico-dinamiche delle superfici. Le sculture di Paletta costituiscono un fatto plastico trasfigurato dal movimento, vivono immerse in uno spazio fluido come quello einsteiniano, delimitate da una materia assottigliatasi in strutture minime che inglobano vuoti altamente significanti. Questi ultimi, veri protagonisti delle sculture, aprendosi verso lo spazio che non ha fine, stimolano ad oltrepassare i limiti imposti dalla fisicità, suggerendo alternativi percorsi prospettici e mentali, in una ininterrotta tensione visiva e psicologica. Il dialogo con un’idea di spazio rinnovato ricorda soluzioni estetiche e personalità fondamentali per la scultura del ‘900, italiana ed europea; ma, nonostante i naturali collegamenti culturali, Paletta interpreta le istanze di una spazialità aperta in modo del tutto personale. Tralasciando la continuità modulare della forma piena, concepita senza interruzione, come nel “Nastro senza fine” di Max Bill, lo scultore calabrese apre i suoi intrecci metallici ad una dimensione di spazio immateriale e metafisico, di cui il vuoto è elemento rivelatore, nucleo denso di rimandi interiori, anche contraddittori. Nei suoi lavori, infatti, il vuoto è sostanza trascendente e ascetica meditazione, ma nello stesso tempo si pone come metafora tragica di un’assenza. Generato dalle intersezioni dinamiche delle superfici e dalla tensione tra vuoti e pieni, lo spazio è per Paletta elemento estremamente duttile ed elastico: enfatizzando il vuoto, sull’esempio di una concezione squisitamente orientale, egli elabora una forma scultorea che intende riappropriarsi dell’idea di Assoluto. Rovesciato il tradizionale culto occidentale per la struttura piena, le forme cave e svuotate si pongono in alternanza dialettica con la materia spessa e dura del metallo, creando pause, evocando silenzi, aprendo varchi di realtà soprasensibili, celebrando il primato della leggerezza e di ciò che, pur non essendo tangibile, fa parte integrante della realtà dello spirito umano.

Comunicato stampa

"Franco Paletta La sostanza del Vuoto", Galleria Le “Opere”, via di Monte Giordano 27, 00186 Roma Mostra: 02 / 16 aprile 2011. Vernissage: 02 aprile 2011, ore 18.30.
Il giorno 02 aprile 2011, alle ore 18.30, presso la Galleria Le “Opere”, sita in Roma, via di Monte Giordano 27, s’inaugura la personale di scultura Franco Paletta. La sostanza del Vuoto. Curata da Carmelita Brunetti, la mostra espone una serie di 10 sculture, in ottone e in acciaio colorato di media grandezza, e 8 di piccole dimensioni, realizzate in acciaio e in alluminio, molte delle quali tra il 2010 e il 2011.
Le sculture propongono con energia dinamica i temi cari alla ricerca culturale e artistica di Paletta: composizioni plastiche caratterizzate da una particolare ritmicità di linee che s’incontrano e s’intrecciano nello spazio accentuando un effetto di vuoto, senza la necessità da parte dell’Artista di riempire, ma con il desiderio di cogliere l’essenza della forma. Nell’ambito di una concezione orientale del vuoto, in contrapposizione a quella occidentale, Franco Paletta tende alla sintesi della materia con il suo contrario, realizzando opere che non invadano lo spazio, ma lo attraversano dolcemente, lasciando vuoti significativi. Docente all’Accademia di Belle Arti di Roma, Paletta da oltre 30 anni libera la propria creatività nel mondo dell’arte, sia nel campo della pittura, con le famose Sindoni, che in quello della scultura, dove si è affermato grazie ad una modellazione personalissima, leggera e immateriale.
Nella mostra romana "La sostanza del Vuoto" le sue opere proiettano il fruitore in una dimensione altra, quella spirituale, che si coglie nella ricerca intellettuale del vuoto e del suo significato di “assenza”, messo a confronto con quello orientale di creatività e cambiamento. Di Franco Paletta hanno scritto molti critici, fra cui Andrea La Porta, Giorgio Di Genova, Pierre Restany, Gianfranco Labrosciano.
Il catalogo, con testo critico di Carmelita Brunetti e presentazione di Bruna Condoleo, è disponibile in Galleria. La mostra resterà aperta fino al 16 aprile 2011.



Mostra : Franco Paletta. La sostanza del vuoto
mail:  info@francopaletta.com    -   studio: +39.0984.32155

Sede : Galleria le "Opere", via di Monte Giordano 27, 00186 - Roma
Orario: gio.ven.sab: 16,00 - 20,00. Per appuntamento: 06-83607069
www.gallerialeopere.it    -    mail:  info@gallerialeopere.it

curatore: Carmelita Brunetti
carmelita.arte@libero.it

presentazione: Bruna Condoleo
b.condoleo@arsetfuror.com

progetto grafico: Alessandra Turco
www.haikustudio.com   -   mail: ales.turco@gmail.com

Fotografia: Francesca Orlando

Tipografia: Eurosia, Roma

Durata: sabato 2 - sabato 16 aprile 2011
Vernissage : sabato 2 aprile 2011, ore 18.30

Referente responsabile Artes Faveo: Francesca Pardini, francespardini@hotmail.it


Le opere




Franco Paletta

Franco Paletta è nato a Cetraro (CS) nel 1948.
Diplomatosi al Liceo Artistico, ha conseguito la laurea dell'Accademia di Belle Arti in Scultura e la laurea al DAMS ( Dipartimento, Arte, Musica Spettacolo) presso l'Università della Calabria di Cosenza.
Ha studiato sempre per le sue curiosità intellettuali.
E' cultore delle filosofie orientali: Joga e Zen.
Benvenuto Cellini ( Firenze 1500 - 1571) e Piero della Francesca ( Borgo San Sepolcro, Arezzo, 1415/1420 -1492) sono i suoi artisti preferiti.
E' docente di Plastica Ornamentale c/o l'Accademia di Belle Arti di Roma.
Le sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private.
Ha partecipato ad esposizioni e fiere nazionali ed internazionali (Belgio: Expo Arte contemporanea LlNEART marzo 2005 - 2006. Germania: Expo Art Karlsruhe dicembre 2005- 2006 ).
Hanno scritto di lui critici e giornalisti tra cui Andrea La Porta e Gianfranco Labrosciano, C. Maria Ragghianti, Pier Restany, Valerio Grimaldi e Giorgio Di Genova ecc.
Lo storico e critico Giorgio Di Genova, curatore della Storia dell'Arte Italiana del '900 per generazioni, Ed. Bora, Bologna, lo ha incluso nel volume 6 Generazione anni Quaranta, Edizioni Bora Bologna 2005,e nel Catalogo n. 7 delle Collezioni Permanenti con tre opere esposte nel MAGI , Museo "G.Bargellini" (Pieve di Cento BO, Ed. Bora Bologna, 2005
Vive e opera in Via Santa Chiara 41 a Rende (CS).

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